Associazione INSIEME NEL MONDO


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Isola degli Invisibili

Come nasce il progetto

In un servizio svolto per il quotidiano ‘La Stampa’ ho vissuto qualche tempo fa, dieci giorni nelle stesse condizioni dei clochard imparndo a conoscerne, anche se marginalmente, problematiche ed esigenze. La situazione non è risolvibile, anzi diverrà esplosiva nei prossimi anni, se non si ripensa completamente il concetto di assistenza. Fermo restando il grande rispetto per tutti i volontari di qualsiasi struttura ed associazione, sostenere i senzatetto attraverso le mense consolida il vivere comune dei clochard e li fossilizza in una situazione senza via d´uscita. Chi viene spinto fuori dalla società per qualsiasi ragione è una persona priva di quella forza di volontà necessaria ad affrontare le evenienze della vita, quindi difficilmente troverà dentro di sé la forza di reazione se non attraverso accorgimenti mirati e validi solo se applicati per ogni singola persona. Tralasciando i motivi psicologici che lo portano verso l´alcolismo, il tabagismo, patologie di vario tipo e forme di rabbia repressa sempre possibile di esplosione, il primo problema che si trova ad affrontare un senzatetto, oltre alla ricerca di un riparo, è quello di nutrirsi. Questo diventa l´unico scopo della vita, per il quale è necessario ‘combattere’. Se questo scopo viene raggiunto senza fatica, allora la condizione dell´indigente si fossilizza nell´attesa del pasto ed il resto della giornata viene affidato al nulla se non alla questua per alcol e sigarette”.
Un esempio: la raccolta media di una giornata di elemosina è attorno ai trenta euro. Un gruppo di tre persone organizzate fra loro potrebbe tranquillamente pagarsi un affitto e vivere decorosamente anche con questo sistema di “lavoro”. Non succede, mai. Non succede proprio perché il problema primario, mangiare, viene risolto senza fatica. Non dimentichiamo poi che dopo l´istinto di sopravvivenza l´impulso più forte di un essere umano è la libertà, ed anche se illusoria e innaturale questa è la condizione che un senzatetto vive quotidianamente. Proprio la mancanza di dignità rafforza questo concetto di essere liberi di vivere la propria vita. Quello che tanti anni fa era il concetto base dei clochard parigini, spesso autentici pensatori ed artisti, si è tramutato in una invenzione mentale che porta rapidamente alla distruzione dell´individuo. Cosa fare è semplice, basta volerlo. Un esempio concreto viene da Pistoia, dove una comunità, gli Elfi, da molti anni vive sull´Appenino dove ha occupato alcuni antichi villaggi abbandonati. Nel tempo, hanno riattato le vecchie case fatiscenti e vivono di agricoltura autoproducendo il loro fabbisogno. Dopo resistenze iniziali hanno instaurato un ottimo rapporto con i paesi vicini, senza mai un problema. Molti clochard ci vanno a vivere, la nostra associazione ne ha inviato due oggi perfettamente integrati. Ma gli esempi sono tanti, sempre con risultati ottimali”.
“Quanti vecchi poderi abbandonati esistono? Quante strutture, anche enormi e lasciate al nulla, posseggono gli Enti e la Chiesa? Si crei una comunità agricola autogestita ma con regole precise, si cerchi il sostegno di psicologi anche neolaureati (non servono geni dell´inconscio ma solo persone capaci di rapporti umani), si utilizzano pensionati per realizzare una scuola di lavoro. Si riducano le mense destinando le risorse impiegate ad un progetto di recupero e non di sola sussistenza. Sono certo molti cittadini contribuirebbero a renderlo continuativo. Assicuro, conti alla mano, con molto minor costo dell´attuale sistema. Occorre distribuire non più la concessione di vivere ma il sostegno individuale delle istituzioni, se davvero si vuole risolvere il problema. Il vero scopo di una associazione di beneficienza dovrebbe essere la sua scomparsa per mancanza di ‘lavoro’”.


Associazione INSIEME NEL MONDO
William Giusti



Come opereremo per realizzare il progetto

L'isola degli Invisibili è il progetto che occupera' attivamente il futuro di INSIEME NEL MONDO. Puntiamo a realizzare centri di accoglienza per i clochard totalmente diversi dal canone usuale, fondati sull'autogestione e sul recupero progressivo alla socialita' e alla dignita' personale. Fedeli alla nostra logica di sempre, serve a poco regalare un pesce ma occorre insegnare a procurarselo. Sappiamo che sara' una difficile battaglia, piena di ostacoli a volte anche incomprensibili, ma non ci fermeremo spinti anche dal ricordo di Pietro Bujak, un clochard grande amico di Insieme nel Mondo scomparso a 36 anni. Anzi, siamo certi Pietro ci aiutera' dal Luogo dove adesso si trovza, con la generosita' che lo ha sempre accompagnato nella sua difficile esistenza. Come sempre per tutte le nostre iniziative, non chiederemo alcun contributo in denaro pubblico o privato. Sara' il lavoro, che abbiamo individuato nella raccolta di abbigliamento usato che gia' ci ha permesso di contribuire alla costruzione di una scuola nella Missione di Ngoundouaye in Centrafrica a procurarci le risorse necessarie fornendo anche occupazione alle persone che ospiteremo. Renderli indipendenti e visibili al mondo è, per noi, il solo modo possibile di aiutarli a tornare alla vita. Anche se poi, come sempre accade, ci accorgeremo che saranno loro ad aiutare noi...












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