Associazione INSIEME NEL MONDO


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Aiuta INSIEME NEL MONDO acquistando online il libro AI MARGINI DEL MONDO un viaggio nel mondo degli invisibili fra silenzi complici di politica, media, chiese istituzioni. Ma anche storie di autentici eroi sconosciuti, pirati senza scrupoli, giovani ragazze gettate sulla strada. 70 pagine per porsi domande e cercare risposte libere da compromessi sulla nuova guerra dei poveri che sta infiammando il mondo

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COME NASCE INSIEME NEL MONDO

L'associazione muove i suoi primi passi nel 2000, durante un viaggio nella baraccopoli di Korogocho in Kenia dove guido una ventina di ragazzi per conto del gruppo Exodus di don Mazzi in una visita solidale. Posso dire che la decisione dell’impegno totale verso gli invisibili nasce qui, fra le capanne dello slum. Qui incontro padre Daniele, un frate comboniano che vive fra i suoi amati poveri nelle stesse loro condizioni di vita. La sua frase: “Se voglio portare Cristo fra di loro devo essere come loro” è come stampata nella mia coscienza. L’episodio che praticamente cambia la mia vita accade durante il primo viaggio. I ragazzi non se la sentono di addentrarsi nello slum e si fermano in un piccolo negozio dove è possibile consumare caffè. Io proseguo fra i viottoli maleodoranti invasi dai bimbi. Migliaia di bimbi uguali a quelli di tutto il mondo, con la stessa voglia di correre e crescere, senza sapere che solo uno su dieci di loro diverrà adulto. Conosco l’Africa, anche molto bene, ma in quello slum oltre agli odori pestilenziali si respira qualcosa di diverso che non so descrivere. Disperazione mista a speranza, silenzio e suoni assordanti. Entro in una piccola falegnameria, dove cinque o sei operai piallano assi di legno e uno di loro mi viene incontro porgendomi il braccio perché le sue mani sono sporche, ugualmente gliela stringo e lui sorride. Poi mi spiega il suo lavoro in una lingua che non conosco ma magicamente capisco quasi tutto, mi offre una tazza di caffè. E’ altissimo, molto magro, pochi denti ma capaci di cordialità autentica. Quando lascio la sua officina urla qualcosa sulla strada, penso sia un invito a lasciarmi camminare senza disturbarmi. Proseguendo fra i viottoli incontro un bimbo di forse 6-7 anni, coperto solo da una maglietta strappata, intento a giocare con mattoni fatti di fango e sterco. Ha le mani coperte di piaghe. Mi fermo a giocare con lui, forse per sentirmi meno in colpa, forse per sentirmi migliore. Passano le ore senza che me accorga, poi il bimbo mi prende per mano e mi accompagna in una delle capanne di fango. Dentro c'è una donna sdraiata su una stuoia, sembra stare molto male. Mi avvicino, cerco di scambiare due parole ma lei non parla inglese. Probabilmente ha l'AIDS, nello slum la percentuale di malati è altissima. Il bimbo afferra una carota da una cesta sistemata per terra e mi riprende per mano, tornando fuori. E qui succede una delle cose più devastanti che io abbia mai vissuto. Il bimbo spezza la carota a metà porgendomi la parte più grande dopo averle misurate, quel piccolo ortaggio che insieme è pranzo e merenda lo divide con me solo perchè abbiamo giocato insieme. Le emozioni non si possono descrivere, nessuno può farlo. Ma sento che quel pezzo di carota mi sta nutrendo per tutto il resto della vita. Quando mi allontano so che non incontrerò ancora quel bimbo che forse oggi non c'è più, ma qualcosa è cambiato in me completamente anche se non ancora a livello cosciente. Tornato in Italia dove ho una piccola azienda lavoro e vedo i mesi passare ma quel bimbo torna sempre nel pensiero, non si allontana mai. Lentamente capisco che la mia vita sta passando e non è quella che voglio. Ho una compagna, ne parlo con lei che comprende fra le lacrime. Poi tutto segue un piano che sembra prestabilito, decido di vendere casa e azienda, incontro una suora missionaria che mi indirizza, una grande organizzazione vaticana mi offre una possibilità e parto per il Madagascar dove rimango quasi due mesi cercando di impiantare progetti in grado di creare lavoro. La cosa funziona, vengo mandato nel nord della Thailandia, con lo stesso scopo. Vivo in albergo e pranzo al ristorante con altri volontari ma qualcosa non va, qualcosa non mi convince, è come se il bimbo del Kenia ogni notte mi guardasse scollando la testa. Lo sogno, una volta, nell'atto di gettare via la mezza carota. Esprimo i miei dubbi, mi trovo davanti a un rifiuto totale e anche duro delle mie argomentazioni. Non penso di avere ragione, non voglio giudicare ma solo capire cosa succede. La storia finisce con un ritorno anticipato, mi compro il biglietto a lascio quel posto dove le cose non sono chiare come cercavo. La delusione è tanta, per mesi resto in bilico fra il bimbo che mi cerca e il desiderio di tornare a prima, dalla mia compagna e dalle mie cose. Poi un giorno, nei documenti abbandonati nella cantina di mio padre trova un atto notarile. Quello di un circolo culturale fondato molti anni prima, ancora perfettamente legale. E qui comincia la storia, quella di INSIEME NEL MONDO. Nascono due sedi in Italia e una a Bucarest, due "uffici" in Camerun e Madagascar. Nascono i primi progetti, il sito web, il lavoro duro ogni giorno. E quel bimbo che forse oggi non c'è più è ritornato ogni notte ad offrirmi la metà di una carota. Sembra una favola, ad alcuni può apparire anche patetica. ma è davvero andata così. La speranza è di poter restituire una piccola parte di quella cosa misteriosa nascosta in un pezzo di carota regalata da un bimbo di colore, di potere un giorno giocare ancora con lui.

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